Festa, gioco, testimonianza, riflessione, questi gli ingredienti della serata andata in scena lunedì 29 settembre al PalaRadi per celebrare il Giubileo degli sportivi cremonesi, un evento promosso dalla Diocesi di Cremona, con l’organizzazione del Csi cremonese, la collaborazione del Comune
di Cremona e di Ente Fiera ed il patrocinio di Provincia di Cremona, CONI, Sport e Salute, Comitato Italiano Paralimpico e Panathlon. Brillante conduttrice della serata la giornalista di CR1 Cristina Coppola.
Hanno accolto l’invito del Vescovo Antonio Napolioni, le principali realtà dello sport cremonese, presenti con rappresentanti della prima squadra, del settore giovanile e della dirigenza, ma soprattutto lo sport giovanile e dilettantistico delle federazioni e degli enti di promozione, colorando le tribune del palazzetto.
L’apertura della serata affidata alle ragazze della ginnastica artistica Gymnica di Cremona guidate da Daniele Tolomini,che, con le bandiere colorate di tutti gli stati, simbolo di pace e di unione, hanno presentato una coreografia molto suggestiva, simboleggiando nel finale il cammino dei pellegrini verso Piazza S.Pietro.
Quattro i temi “cardine” attorno ai quali si è snodata la serata: gioco, gara, squadra, speranza, ognuno dei quali sviluppato attraverso momenti di riflessione e testimonianza e momenti di sport.
Sul gioco come strumento educativo la prima riflessione del Vescovo, cresciuto nell’ambito dell’esperienza scout: lo sport, oltre ad essere spettacolo, professionismo, attività salutare, momento di incontro e scontro è fondamentalmente un gioco, e la vita
può essere paragonata ad un “grande gioco”. A “scendere in campo” per il momento sportivo il sindaco di Cremona Andrea Virgilio, che si è cimentato in una emozionante sfida a colpi di racchette con l’atleta Giulio Gaiardi, Under 15 di tennis tavolo della società sportiva Corona.
Sullo sport e il gioco come strumenti educativi in grado di dare dignità ai bambini della favela di Salvador de Bahia, in Brasile, una video testimonianza di don Davide Ferretti, sacerdote “fidei donum” nella parrocchia brasiliana di Gesù Cristo Risorto e giocatore della Sacerdoti Italia Calcio. Alle bambine, che fanno danza, ed ai ragazzi che invece giocano a calcio, viene insegnato il rispetto delle regole, degli orari, dell’abbigliamento, ma soprattutto lo sport diventa un’occasione di riscatto, di presa di coscienza, oltre che un modo per tenerli lontano dalla strada.
La “palla” è letteralmente passata al tema della gara: lo sport è competizione, ricerca del risultato, a volte le cronache sportive descrivono le gare come scontri, battaglie, ma lo sport autenticamente agonistico è anche fair play, rispetto dell’avversario che non viene visto come un nemico ma rappresenta uno stimolo per migliorare e migliorarsi. E su questa scia si è disputata una sfida di tiri da tre punti a canestro, che ha coinvolto, sostenuti dai tifosi sugli spalti, i giocatori di basket Sasha Grant della Vanoli, Tommaso Vecchiola e Edoardo Del Cadia della Juvi, Antonello Baggi della Sansebasket, risultato il vincitore con un 3 su 3 all’ultimo giro di tiri, con il commento tecnico di Pietro Ginevra.
A testimoniare la sua esperienza di gara, a livello individuale, l’atleta di nuoto paralimpico Efrem Morelli, che ha rappresentato i colori azzurri ai Giochi Paralimpici delle ultime 5 edizioni, appena tornato dai mondiali di Singapore dove ha conquistato un bronzo nei 50 rana. Oltre a raccontare come gestisce le emozioni prima della gara, il rapporto con gli avversari e l’amicizia/rivalità con i compagni di squadra, ha sottolineato i notevoli cambiamenti dello sport paralimpico in questi anni e i passi in avanti fatti per portare questo sport in tutte le case e per far uscire di casa questi atleti superando il più possibile le difficoltà. Il suo prossimo impegno, oltre ad una vacanza – ha detto un po’ scherzando – sarà la preparazione per Los Angeles 2028.
Lo sport come strumento educativo, riabilitativo e di riscatto, al centro dell’esperienza d
el progetto sportivo di tennis tavolo in carcere avviato da oltre un anno dal Csi cremonese con un gruppo di detenuti della Casa Circondariale di Cremona, ad oggi ne sono stati coinvolti complessivamente un centinaio. A raccontare la ricchezza di questa esperienza, portata avanti da un gruppo di volontari Csi, un servizio realizzato da CR1 durante una serata dei Giovedì d’estate con protagonista un giovane detenuto, Adam, che è diventato capitano della squadra di tennis tavolo del carcere Fly High, e successivamente il referente e anima del progetto Antonio Figoli, anche consigliere provinciale.
Caratteristica dello sport di squadra è la dimensione dell’incontro e della relazione. Su questo terzo tema della serata ha portato il suo contributo l’allenatore della VBC Casalmaggiore Claudio Cuello, partendo dal riferimento ai recenti successi del volley maschile e femminile. La sua “ricetta” per costruire una squadra si basa sul senso di umanità, sull’esempio da dare ai giovani trasmettendo la gioia di vivere il gioco, di godersi il viaggio dello sport, di divertirsi, chiedendo loro “cosa posso fare per te?”.
Anche il gioco della politica e dell’amministrazione è un gioco di squadra: lo hanno testimoniato il sindaco di Cremona Andrea Virgilio e l’assessore allo sport Luca Zanacchi. Evitare di rincorrere la performance a tutti i costi, avere un approccio sincero, costruire un quadro di regole condivise, per affrontare la partita che è un viaggio che va goduto insieme, nel bene e nel male.
Il momento “sportivo” è stato affidato al gruppo di Danza espressiva guidato da Micol Manfredini, che ha presentato una performance in cui sono coinvolte persone con abilità diverse, che condividono il piacere di danzare non legato esclusivamente al muoversi a tempo di musica, ma come espressione libera del proprio modo di sentire la musica.
Prima del finale il saluto del presidente nazionale Csi Vittorio Bosio, con una sottolineatura al grande valore che ha lo sport e quanto può aiutare le persone, alla ricchezza rappresentata dai volontari e dal lavoro che svolgono per la comunità, ricordando anc
he l’ottantesimo dell’associazione, che in tutti questi anni ha fatto tante cose belle in ambito sportivo e sociale.
Il presidente provinciale Csi Fabio Pedroni ha preso la parola per un saluto, ma soprattutto per i ringraziamenti per la splendida serata, rivolti a tutti coloro che hanno in vario modo collaborato e contribuito alla realizzazione di questo evento, concludendo con l’augurio che lo sport possa portare con sé un forte messaggio di speranza di pace.
La chiusura, sul tema della speranza non poteva essere che del Vescovo, un richiamo al tema del Giubileo “Pellegrini di Speranza”: gli sportivi hanno fondamentalmente tre speranze, di giocare, di vincere, di guadagnare. Cristo chiama tutti a giocare, la sua croce simbolo di resurrezione può essere paragonata ad una medaglia olimpica, e il guadagno non è in termini monetari ma è rappresentato dalla conquista di poter giocare nella sua squadra. La benedizione finale, seguita da una calorosa e colorata “ola” hanno di fatto chiuso la serata.
Un’ultima performance di danza espressiva e inclusiva, tra uno scroscio di applausi, ha salutato tutto il pubblico intervenuto.













