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TRE SERE DIRIGENTI – 3^ Serata

TRE SERE DIRIGENTI – 3^ Serata

“Lo sport al servizio dell’educazione”

Si è concluso lunedì 12 novembre, con la serata di recupero del secondo incontro, rinviato per maltempo, il tradizionale percorso formativo per dirigenti del CSI cremonese. Affollata la Sala Spinelli del Centro Pastorale Diocesano per questa serata dedicata al tema dello sport al servizio dell’educazione, introdotta da don Paolo Arienti che ci ha ricordato quanto tutti noi, all’interno dell’associazione e delle società sportive, dobbiamo essere impegnati a livello educativo, e soprattutto ci ha invitato a ragionare sul binomio, spesso stridente, agonismo e educazione.

Ospite della serata, “condotta” dal presidente provinciale Ardigò e da Alberto Lancetti, presidente della società sportiva ASSOPO per il Nuoto in Po, Giorgio Lamberti, ex nuotatore italiano, specializzato nello stile libero, primo italiano a vincere una medaglia d’oro in un campionato mondiale nel 1991, detentore per 10 anni del record mondiale nei 200 stile libero, con alle spalle una brillante carriera agonistica, ed ora impegnato, nel settore nuoto, come dirigente ed allenatore.

Dal racconto della sua esperienza emerge, prima di tutto, l’importanza di aver avuto dei grandi maestri che gli hanno trasmesso dei sani principi educativi, fondamentali per migliorare se stessi e crescere con equilibrio, anche misurandosi con gli altri, che non sono visti come avversari ma come atleti che condividono le stesse fatiche, gli stessi sforzi per raggiungere un risultato.

Altro aspetto su cui ha posto l’attenzione Lamberti è quello della formazione e dell’educazione: è molto importante mantenere gli impegni della scuola, per costruirsi un futuro, per formarsi, perché lo sport, soprattutto a livello agonistico, è una “parentesi” della vita di breve durata, che va vissuta e goduta con intensità.

Un altro principio fondamentale è il rispetto delle regole e, cosa di cui è molto orgoglioso, le sue vittorie sono tutte “pulite”, ottenute rispettando pienamente le regole e gli avversari.

Parlando del rapporto con i giovani, ha sottolineato la grande responsabilità che abbiamo nei loro confronti, e come dobbiamo incoraggiarli, valorizzarli, tirar fuori il meglio che c’è in loro, trasmettere emozioni e sentimenti, essere di esempio. Nella costruzione di questo rapporto è assolutamente necessario, anche se estenuante e logorante, incontrare e dialogare con le famiglie, per costruire insieme il progetto sportivo-educativo migliore per i ragazzi.

Parlando di sport non si poteva tralasciare l’aspetto legato alle istituzioni: i giovani, le società sportive, i dirigenti, gli allenatori, le famiglie, la scuola,… ma per fare sport servono gli impianti, le strutture, una programmazione, una progettualità, anche a livello politico e sociale, che invece è piuttosto carente. Per questo motivo non bisogna stancarsi di dialogare ed insistere con le istituzioni, perché il loro aiuto è indispensabile.

Diversi interventi del pubblico hanno offerto ulteriori spunti di riflessione e analisi da parte dell’ospite e dei conduttori.